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Il Giornalino

Mercoledì, 10 Dicembre 2014 00:00 Scritto da 

Siamo una famiglia invisibile,

tutti legati alla speranza, col desiderio di ricostruire se stessi, la dimensione di fede e soprattutto la fiducia e l'integrità di vita.


C'è anche un'altra famiglia invisibile, fatta di persone che hanno offerto la loro disponibilità a pregare per noi, nelle loro case, nei giorni e nelle ore in cui siamo impegnati nella dura lotta dell'esorcismo. Sono i nostri angeli nascosti che soffiano per alimentare la nostra debole fiammella.
Siamo i protagonisti di una uscita, anzi di una cacciata, di un riappropriarsi di ciò che Dio ci ha dato. In latino si dice 'exi' al maligno, che vuol dire esci, da dove viene la parola esorcismo.
Tutto deve essere esorcismo, il nostro modo di vivere, di espletare il mestiere, l'onestà, la moralità e soprattutto la nostra vita spirituale, intessuta di sacramenti e preghiera profonda.
Purtroppo ci sono dei fratelli sofferenti che non hanno rotto col passato, non si convertono, non perdonano, non vanno a Messa regolarmente la domenica, non recitano il rosario, non conoscono ancora il bisogno e la gioia della confessione; impoverendo tutti noi e la mia attività di preghiera.
Vi prego di supplire a queste gravi deficienze poiché per causa loro rischiamo di girare tutti a vuoto.
Naturalmente, per molti si rende necessario un colloquio, prima di proseguire il cammino.

Ultima modifica il Mercoledì, 10 Dicembre 2014 13:43
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