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Il 6 febbraio 1865 una imponente colata lavica, partita da monte Sertorio, era giunta in contrada Giretto e minacciava direttamente la borgata di Vena.
Scendeva sulla terra il crepuscolo serale e i riflessi rossastri di quel fiume immenso e incandescente formavano in quel tratto di cielo come un lago di sangue.


madonna fuoco

Tuttavia a quei buoni e ferventi cristiani non venne meno la speranza: essi fecero ricorso alla Madonna e portarono in processione verso la lava, che procedeva minacciante distruzione e morte, una statua della Vergine stessa che si venerava nel Santuario.
Improvvisamente si solleva un vento furioso che a vortici spaventosi striscia sulle lave brucianti sino ad investire il Simulacro della Madonna, arroventandole il viso. 


Trascorsi pochi secondi torna la calma e con la calma la lava, come fermata da mano onnipotente ed invisibile, si arresta sul momento.
Il prodigio era stato ottenuto: quei buoni fedeli rimasero padroni dei loro piccoli vigneti e delle loro casette.

Tratto da IL SANTUARIO DI SANTA MARIA DELLA VENA edito a cura del Santuario.

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