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Il Santuario di Vena in Piedimonte Etneo ha vissuto un forte momento di emozione.

Sulla provinciale che va da Linguaglossa a Zafferana, sull'Etna, in provincia di Catania, c'è un'edicola, nella contrada Giretto che ricorda il miracolo del fuoco del 6. 2. 1865, in cui la statua della Madonna, portata nei pressi della lava che stava per raggiungere il paese e il santuario, si è bruciata e ha fermato la lava. In santuario si conserva la preziosa reliquia, la Madonna del fuoco che ha offerto l'immagine plastica della Madre che si getta lei nel fuoco per liberare i suoi figli dai fuochi di vario genere che li assediano.
Colpisce non poco l'impatto con una statua singolare: una Madonna col volto e i vestiti bruciati che intenerisce il cuore dei pellegrini.
La statua oggi è collocata in una cappella apposita, all'interno del santuario ed è meta di tante persone che si trovano in situazioni difficili e si sentono assediati e oppressi.


In ricordo di quel fatto prodigioso, nel 1936 è stato costruito un altarino, nei pressi del luogo ove avvenne.
Col passar del tempo lo spazio antistante l'altarino si era manifestato insufficiente e si richiedeva un luogo più idoneo per consentire la visita e la sosta dei tanti devoti che vi si recano, senza far mai mancare i fiori.
Ieri, alla presenza del Vescovo, Mons. Pio Vigo, l'edicola del peso di 13.000 Kg. è stata sollevata "di peso", da una potente gru, ed è stata spostata più indietro, per poter creare un'area sacra che faciliti il culto e protegga i pellegrini.
La realizzazione si è resa possibile grazie al dono del terreno del confinante, il sig. Alfio Di Mauro, i cui avi, 70 anni fa, avevano donato lo spazio ove era stato costruito l'altarino.
La famiglia Lo Presti di Mascali si è fatta carico delle spese della realizzazione, in ricordo della loro figlia Laura.
Averlo sollevato interamente, senza intaccarne per nulla la forma e l'aspetto, non toglie alcuna valenza storica al monumento che è rimasto perfettamente intatto, come se fosse stato da sempre a quel posto.
L'edicola ne risulta valorizzata e collocata in un contesto più ampio ove è possibile realizzare delle celebrazioni.


La cronaca del 1865
Dai Cenni Storici di Mons. Pelluzza

Il 6 Febbraio del 1865 una colata lavica imponente, partita da Monte Sertorio, era giunta in contrada "Giretto" e minacciava da presso la borgata di Vena, essendo giunta a meno di un chilometro dal Santuario. Non è possibile descrivere il panico e lo spavento da cui furono invasi gli abitanti di Vena.
Tuttavia a quei buoni e ferventi cristiani non venne meno la speranza: essi fecero ricorso alla Madonna, all'onnipotente Madre di Dio, e portarono in processione verso la lava che procedeva minacciante distruzione e morte, non la Sacra Icone, ma una statua della Vergine stessa, che si venerava nel Santuario, facendola seguire da un quadro di S. Gregorio. "Scendeva sulla terra, scrive il cronista citato, il crepuscolo serale e i riflessi rossastri di quel fiume immenso e incandescente formavano in quel tratto di cielo, come un lago di sangue".
Il Rev. Cantone, che aveva preceduto i suoi fedeli, salì su un macigno sporgente, che gli serviva da pulpito e da lì incitò, ancora una volta, tra i singhiozzi suoi e dei fedeli, al pentimento e alla preghiera fiduciosa nella Madonna. Improvvisamente si solleva un vento furioso "che a vortici spaventosi striscia sulle lave brucianti sino ad investire il Simulacro della Madonna, arroventandone il viso. Un grido di pietà e di misericordia si innalza spontaneo dalla folla presente!... Trascorsi pochi secondi torna la calma e con la calma la lava, come fermata da una mano onnipotente e invisibile, si arresta sul momento. Il prodigio, grande ed innegabile prodigio, era stato ottenuto: quei buoni fedeli rimasero padroni dei loro piccoli vigneti e delle loro casette".
Quella statua, da quel giorno, fu chiamata la "Madonna del fuoco" e nel febbraio di ogni anno gli abitanti di Vena si recano in preghiera alla cappellina eretta nel 1936 - ed inaugurata dal Vescovo di Acireale Mons. Salvatore Russo - a poca distanza dal luogo in cui si arrestò la lava, lungo l'attuale strada rotabile Milo - Linguaglossa. Vi fu posta questa iscrizione marmorea:
Qui - in loro difesa - con fiducia ricondotta - dai figli - di chi prodigiosamente liberasti - (6 Febbraio 1865) - dalla minacciosa lava - antistante -

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Itinerari di Fede

  • Proposte dal Santuario

    glicofilusa venaCarissimi,
    con gioia, certo che la Vergine Maria di Vena ci accompagna in questo itinerario di fede, vi comunico le inziative di preghiera, e di accrescimento spirituale che ci vedranno insieme nelle seguenti date:

Almanacco Liturgico

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